Articolo (Italiano)

La cognizione, nozione contemporanea sinonimo di “pensiero”, si riferisce all’idea che il cervello realizzerebbe una successione di passi di elaborazione dell’informazione, interposti tra lo stimolo (la vista di un utensile) e la risposta (l’esecuzione motoria corrispondente alla manipolazione propria dell’utensile). Il contributo della modellazione cognitivista è stato, ed è tuttora, quello di specificare la natura di queste fasi di elaborazione, al fine di svelare i meccanismi alla base dell’uso degli strumenti. Questo capitolo sarà dedicato alla presentazione di tre modelli. I primi due, quelli di Rothi, Ochipa e Heilman (1991) e Buxbaum (2001), sono pienamente in linea con il lavoro di Liepmann, Geschwind e Heilman et al. Il corollario è che questi modelli non si limitano alle difficoltà osservate nelle prove di produzione di pantomime, nell’uso isolato degli strumenti o nell’uso effettivo degli strumenti, ma includono anche quelle riportate nelle prove di non uso, come l’imitazione di posture insignificanti o la produzione di gesti simbolici. La terza modellizzazione, quella di Schwartz, si concentra più specificamente sull’interpretazione del disturbo di disorganizzazione dell’azione e, quindi, sui test delle attività della vita quotidiana.
Prima di continuare, vorrei tornare sul modo in cui la modellizzazione di Roth…

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