Daniel Arnold, la fotosensibilità al suo meglio.

Ricevi gli ultimi articoli unsubscribe

Daniel Arnold

Ho guardato spesso le fotografie di Daniel Arnold. Li ho guardati a lungo, doverosamente, uno per uno. E irrefrenabilmente tornavo a loro, avevo bisogno di guardarli di nuovo, di ritrovarli. Forse li conosco bene come la persona che li ha presi ora. Sono fotografie speciali, e questo è certamente dovuto al modo in cui Daniel Arnold le scatta: volteggia nel primo senso della parola: per le strade della costa orientale degli Stati Uniti, si arma della sua macchina fotografica come un pittore con il suo pennello, fotografando a distanza di un braccio e non con l’occhio incollato alla macchina; e questa distanza tra l’occhio e la macchina fotografica è ciò che rende le immagini così piacevoli. Questi ultimi non sono mai della stessa altezza e possono essere molto vicini alla pelle dei passanti – senza mai essere inquisiti.

Alcune delle sue foto sembrano senza tempo, come da un altro mondo o da altri secoli. Ma tutti catturano il nostro sguardo e hanno il potere di raccontarci una storia. Guardare queste immagini è cercare ciò che unisce le persone: un pezzo di stoffa dello stesso colore, movimenti oblunghi, sguardi che si definiscono più come spasmi tra individui che altro.

Daniel Arnold 2

tumblr_nrtbfu5Psn1qzedxpo1_1280

untitled.titolo

tumblr_n8pjeiwrF11qzedxpo1_1280

In tutta l’opera di Daniel Arnold, c’è una continua ricerca dell’evento, un evento che svelerebbe tutte le ansie della vita di strada, della vita quotidiana, del blues americano – Daniel Arnold cattura la gioia ma anche la solitudine, come se la fotografia aiutasse a rompere quel circolo vizioso di isolamento. Così egli pone grande enfasi sui corpi in disordine, quelli che cadono all’improvviso, o quelli che si sono semplicemente sdraiati per trovare riposo, afflitti dalla tristezza o esausti dalla fatica.

tumblr_ngu405Zkq51qzedxpo1_1280

tumblr_nkzywvHOS91qzedxpo1_1280

tumblr_n3vcn1veXR1qzedxpo1_r1_1280

L’etica della fotografia ci permette di: il senso del gioco è quello di aprirsi agli altri, di fare dello scambio che si crea tra chi è visto e chi guarda il più bel trampolino di lancio della vita. Daniel Arnold è un fotografo che sa come farci capire il significato dell’esistenza. Le sue fotografie sono tesori di vita che lui rende eterni. E non fa mai effetti fotografici perché riesce a raggiungere subito l’ovvio.

C’è così poco da dire. Per inciso, questo è il titolo di When to say Nothing di Daniel Arnold http://whentosaynothing.com/. C’è semplicemente da scattare una foto; solo da guardare e conservare, preziosamente.

Vedi anche
Di Yohann Perezle 24 novembre 20206 min lettura

tumblr_nymbqsGgwO1qzedxpo1_1280

tumblr_nlh3przMLt1qzedxpo1_1280

tumblr_n4r3hwdx3T1qzedxpo1_1280

tumblr_n7mrj2rX891qzedxpo1_1280

tumblr_nh7fv9wPVv1qzedxpo1_1280

Allora ci resta da desiderare e contemplare la miriade di dettagli della vita umana fotografati da Daniel Arnold. Ed è un miracolo che queste istantanee di vita rubate in due in tre movimenti. Il suo innato senso di catturare la bellezza della vita ci dà motivo di essere attaccati al mondo. Le fotografie di Daniel Arnold devono essere viste. È un’ode alla verità.

Il suo sito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *