David Bowie in 5 canzoni che hanno plasmato la mia vita

– Pubblicato l’11 gennaio 2016

Questa mattina, più o meno tutti ci siamo svegliati con un piccolo nodo allo stomaco: David Bowie è morto ieri sera dopo aver combattuto contro il cancro, lasciandoci il dono del suo ultimo album e di tutto ciò che nella sua carriera era più ricco di colori di un triplo arcobaleno.

Colori che sono sparsi nella mia adolescenza e in quella di molti altri… così mi sono sentita di rendergli omaggio raccontandovi le 5 canzoni di Bowie che amo di più (non vi dirò nemmeno la fatica di scegliere visto che le amo praticamente tutte).

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Magic Dance

Magic Dance, dal film Labyrinth, è probabilmente una delle canzoni che ascoltavo di più da adolescente.

I miei genitori avevano finalmente comprato un computer che reggeva DAVVERO la connessione a internet e io navigavo tra cose eccitanti e gratificanti come Habbo Hotel o Neopet, ma anche Dailymotion dove guardavo ogni clip possibile.

Quando improvvisamente: Magic Dance, che ha punteggiato i miei folli anni giovanili, i miei DM di matematica, i miei pomeriggi di lettura e le mie chat di MSN.

Beh, il problema è che dopo volevo assomigliare a Bowie, quindi indossavo camicie oversize, stivali e gilet corti tipo corsetto perché sembrava figo.

Per fortuna (no), dopo ho avuto il mio periodo La Boum e ho abbandonato il look da pirata per abiti stile anni ’80. Ho solo mantenuto il mio amore per il lato eccentrico e ritmico di Bowie.

Suicidio rock and roll

Il suicidio rock and roll ha accompagnato la mia prima rottura.

Quando dico “accompagnato”, non intendo dire che lo ha accompagnato sulle strisce pedonali prima di lasciargli la mano e andarsene da qualche altra parte, giusto.

Voglio dire che è rimasta al mio fianco dall’sms che diceva “lol è stato bello ma sei relou bye” al momento in cui ho incontrato il prossimo ragazzo, attraverso gli attacchi d’ansia, le fasi di rabbia, il moccio, le lacrime, i “ah penso che sto migliorando”, i “ah no in realtà” e anche i momenti di silenzio, sdraiato sul mio letto solo a fissare la zanzara schiacciata sul soffitto pensando che forse era un po’ come il mio cuore in realtà.

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Queen Bitch

Siamo arrivati alla parte in cui ho iniziato ad essere attiva su madmoiZelle.

È un po’ una pietra miliare considerando che è grazie a questa fase, questo dolce periodo in cui il mio nickname era Ponyo, che ho incontrato alcune delle persone più belle della mia vita, che ora ho un lavoro, che ho un ragazzo e anche dei compagni.

Fatto divertente: una delle belle persone del forum aveva il titolo di questa canzone come nickname!

Ho ascoltato molto Queen Bitch e ogni volta che la riascolto, provo la stessa sensazione che ho avuto quando sono arrivato: quella che hai quando ti fai un milione di nuovi amici fighi, hai fiducia in te stesso e soprattutto, SPECIALMENTE, una pesca da far invidia a una macedonia.

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Oh you pretty things

Dopo aver incontrato il mio ragazzo sicuro, il mio boloulou, il mio Jean-Michel Love, sapevo che mi sarei innamorata quando abbiamo iniziato a parlare di David Bowie.

Mi ha detto che la sua canzone preferita, se doveva sceglierne una, era Oh You Pretty Things. Ho pensato che fosse carino, e dato che per i primi tre anni della nostra relazione abbiamo vissuto ognuno in un punto diverso della Francia, l’ho ascoltato più e più volte pensando a lui.

Sull’autobus, mentre facevo la doccia, sul TGV per andargli incontro, e persino nella sua Twingo… è la canzone dell’amore e della mia totale stupidità!

Quattro anni e passa di relazione, zero rimpianti.

Moonage Daydream

Chance (non) ha voluto che ascoltassi questa canzone a ripetizione nei momenti in cui non sapevo davvero cosa fare della mia vita… o meglio se: lo sapevo, ma prendere l’iniziativa mi stava spaventando un po’ troppo.

Lasciare il mio primo ragazzo? Saltare in una relazione a distanza quando avevo zero soldi per prendere il treno? Lasciare del tutto l’università per andare a tempo pieno a madmoiZelle nella mia piccola rubrica di cucina d’amore?

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Moonage Dream è il tipo di canzone che ascolti sdraiato sul tuo letto sbuffando e pensando “bene il mio maiale, tutto quello che dobbiamo fare è tirare fuori le dita.”

Nota che avrei anche potuto includere Life on Mars in questa lista, per le stesse ragioni. The SAME.

David Bowie, sempre nel mio cuore

David Bowie è come uno zio lontano, un nonno figo, un Jiminy Cricket multicolore, oh-so-cool che sarebbe sia una spalla su cui piangere che un life coach più efficace dei love coach di The Villa of the Broken Hearts.

Sono triste che sia morto, ho un po’ di nodo allo stomaco, ma soprattutto sono grato per tutti questi doni culturali e musicali che ci sono rimasti, per i momenti di fiducia in se stessi vissuti ascoltando Starman e per quelli non troppo felici sullo sfondo di Five Years…

Vai, ciao David, e cimer. Vi lascio con questo:

https://youtu.be/9G4jnaznUoQ

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