È vero che “1.300 padri separati si suicidano ogni anno”

Questione posta da Stephanie il 08/06/2019

Ciao,

Abbiamo riformulato la tua domanda: “Il 7 giugno 2019 su Sud Radio, Laurence Taillade ha detto di voler creare un nuovo reato per combattere il problema dei “1.300 padri separati che si suicidano ogni anno nell’indifferenza collettiva”. Può dirci se questa cifra è esatta, o anche se c’è una fonte che la conferma – perché questa cifra viene fuori molto spesso nel dibattito pubblico… spinto da associazioni di padri separati.”

Un numero spesso citato ma mai citato

Intervenendo a Sud Radio il 7 giugno, il presidente del partito Forces laïques, Laurence Taillade, ha effettivamente dichiarato che “ogni anno, abbiamo 1.300 padri che si suicidano nell’indifferenza collettiva”. Il giorno dopo, sulla Rivista Politica e Parlamentare, ha ripetuto in un op-ed che “1.300 padri separati dai loro figli si suicidano ogni anno.”

Il 🥊du #10h12h di @LMTaillade: 1.300 padri separati dai loro figli si suicidano ogni anno nell’indifferenza collettiva – i padri hanno diritti e doveri. Dovremmo creare un reato di impedimento dei genitori

– Sud Radio (@SudRadio) 7 giugno 2019

Contattata da CheckNews per scoprire la fonte di questo numero, Laurence Taillade dice di averlo trovato nel giornale Var Matin del 19 marzo. In un’intervista sul suo libro Le Combat des pères, il cineasta-romanziere Raphaël Delpard dice: “Ricordiamoci che l’affidamento – anche se non mi piace molto questo termine – è assegnato nell’80% dei casi alle madri e che 1.300 padri separati dai loro figli si suicidano ogni anno.”

Se cercate su Internet, potete vedere che questa statistica è già stata utilizzata da varie associazioni di padri separati dai loro figli, ma anche dal deputato Philippe Latombe (Modem), citato anche dal romanziere in Var Matin. Autore di un progetto di legge (infine abbandonato), che prevedeva di attuare il principio della “doppia residenza” per i bambini in caso di separazione dei genitori, il deputato aveva difeso la sua proposta in un op-ed pubblicato dall’Huffington Post, citando “questa cifra terrificante: ogni anno, 1.300 padri si suicidano perché la loro legittima richiesta di una relazione continua e perenne con il loro bambino è stata negata”.

Incontrato da CheckNews, il suo assistente parlamentare, che ha confidato di aver scritto l’op-ed, dice ora che “questa cifra dovrebbe essere presa con un grano di sale. L’abbiamo usato solo una volta e preferiamo non usarlo più”. L’assistente del deputato spiega questo cambiamento di posizione con il fatto che in certe situazioni, citando l’esempio di poliziotti e gendarmi, i padri cumulerebbero motivi familiari e professionali, che spiegano il passaggio all’atto.

In realtà, ci sono molte altre ragioni per dubitare di questa cifra, di cui CheckNews ha trovato l’origine.

Un’estrapolazione dalla stima di un magistrato

Tracciando il filo delle associazioni di padri separati che citano questa cifra, abbiamo infatti trovato questa dichiarazione dell’associazione “SOS Papa”, risalente al novembre 2017.

(SOS PAPA)

L’associazione cita come fonte “molto seria” il piano violenza-salute del Ministero della Salute del 2005. CheckNews ha trovato il documento citato, all’interno del quale si trova l’estratto di un’appendice corrispondente ad un articolo di Eric Verdier, psicologo e membro dell’associazione “Coparentalité”, presentato ad una conferenza francofona di prevenzione del suicidio a Poitiers nel 2004. In questo testo, spiega di aver condotto una pre-indagine per misurare le tendenze dei suicidi tra i genitori che non possono esercitare i loro diritti genitoriali, inviando un questionario “a tutti i presidenti dei tribunali di prima istanza e di appello in Francia e nei dipartimenti d’oltremare (cioè più di 200 articoli inviati)”. Tra le domande c’era “1. Vi siete trovati di fronte ad almeno un tentativo di suicidio (TS) o al suicidio di un genitore? 2. Se sì, quante persone sono coinvolte, e quante di loro sono morte in seguito?”

Risultato: “in sei mesi di indagine, abbiamo ricevuto… sette risposte”, nota Eric Verdier, precisando che i magistrati che hanno risposto sono “in realtà piuttosto a favore della residenza alternata, e del principio di coparentalità”. Le risposte sono molto varie, poiché alcuni dicono di non aver mai visto tentativi di suicidio. Un magistrato del Sud-Ovest ha stimato che ci sono stati una sessantina di suicidi di genitori, per lo più uomini e qualche donna (le proporzioni non erano specificate), per 8.000 procedure.

È da questa cifra (stimata) che SOS Papa estrapolerà, al costo di una regola del tre. Partendo dal numero totale di 175.000 separazioni annuali con figli minori trovato sul sito del CAF, l’associazione dei padri separati applica lo stesso rapporto di suicidi stimato dal magistrato (60/8.000) per ottenere 1.312 suicidi. Insistendo sul fatto che si tratta per lo più di uomini, l’associazione ha quindi deciso di mettere una cifra di 1.300 suicidi di padri.

La stima manca di rigore per essere affidabile

Verdetto: SOS Papa si è quindi basato sulla stima di un solo magistrato, estrapolata a tutte le separazioni, sul presupposto che tutti i suicidi fossero di uomini.

Questa statistica poco seria è già stata decostruita dai sociologi Gwénola Sueur e Pierre Prigent, ma anche dal sito [email protected], che si presenta come “una rete collaborativa di dibattito, ricerca e riflessione sulla famiglia e la paternità, in particolare nel contesto della separazione della coppia genitoriale”. Questo non impedisce che sia ampiamente ripreso dalle associazioni di padri separati.

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