Governo dei giudici

“Toupictionnaire” : il dizionario della politica

“Era una vecchia paura, spesso invocata fin dalla Rivoluzione francese: quella del governo dei giudici. In altre parole, vedere i magistrati erigersi a creatori della legge, quando dovrebbero essere solo “la bocca della legge”. Questa paura ha trovato un nuovo fondamento con la promozione delle corti costituzionali e di altre giurisdizioni supreme. Non smette di alimentare i timori che si stia silenziosamente configurando come una potenza post-democratica.”
Paul Alliès – blogs.mediapart – Il governo dei giudici – 13/02/2013

Definizione di “governo dei giudici”

Il termine “governo dei giudici” fu usato per la prima volta da Edouard Lambert (1866-1947), un giurista accademico, nel suo libro “Il governo dei giudici e la lotta contro la legislazione sociale negli Stati Uniti” pubblicato nel 1921. In esso difende la tesi che il potere dei giudici della Corte Suprema, contrario alla separazione dei poteri, è la manifestazione di un governo di giudici che possono mettere da parte una legge votata dai rappresentanti del popolo attraverso un’interpretazione personale, e per uno scopo politico, della costituzione.
Il suo uso è stato reso popolare negli anni ’30 durante il braccio di ferro tra il presidente Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) e la Corte Suprema degli Stati Uniti sull’attuazione delle riforme economiche in risposta alla crisi del 1929 (New Deal).
L’espressione “governo dei giudici” è usata con una connotazione fortemente negativa per denunciare la deriva dei giudici, e in particolare della Corte Suprema degli Stati Uniti, il Consiglio costituzionale in Francia o la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). In Francia, l’introduzione della questione prioritaria di costituzionalità (QPC) dalla riforma costituzionale del 2008 con il rinvio a posteriori al Consiglio costituzionale per una legge già promulgata, fa rivivere il timore di un “governo dei giudici” ogni volta che una decisione d’incostituzionalità è considerata come eccessiva. Tuttavia, per alcuni giuristi, la censura di una misura contraria alla Costituzione indica solo al potere legislativo la necessità di una revisione della Costituzione per far passare questa legge.
Note:

Cfr. articolo della Marianne del 5 luglio 2014, firmato da Eric Conan “La CEDH, ce machin qui nous juge”.
“A forza di organizzare la loro espropriazione politica a vantaggio del mercato (banche senza frontiere) e della legge (giudici irresponsabili), la sinistra e la destra non devono stupirsi che i loro elettori si allontanino sempre di più dagli eletti che si rifiutano di governare.”

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