I brani più deprimenti del rap francese

In occasione del Blue Monday, Interlude ha sondato la sua community per capire quali sono i brani più deprimenti del rap francese, con Vald, Dinos o Guizmo.

Questo lunedì, 18 gennaio, ha segnato l’edizione 2021 del Blue Monday, considerato il giorno più deprimente dell’anno. Nata da una campagna pubblicitaria britannica nel 2005, questa strana celebrazione, che alla fine si basa su ben poco, ha luogo di solito il terzo lunedì di gennaio. E nel clima ansioso di questo inizio d’anno, questo triste giorno ha una connotazione angosciante. Per stare al passo con i tempi, però, Interlude ha sondato la sua comunità per determinare i brani rap francesi più deprimenti. Ne abbiamo selezionati cinque, finora.

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Vald – “Rechute”

“Che gli angeli mi sentano, non sono venuto a fingere”, apre Vald. La conclusione del progetto a sorpresa NQNT33, “Rechute” è un lamento edificante nel cuore del malessere dell’artista. In un’introspezione pura e sincera, Vald consegna una lettera aperta ai suoi fan, in cui descrive i suoi demoni. La produzione di Sirius, spaziale e sobria, lascia che il rapper si lasci trasportare in un volo autotunato, dove la sua recitazione rafforza l’emozione che sviluppa linea dopo linea. Il nome del brano, “Rechute”, naviga su una linea sottile tra la sofferenza per la droga o la sua salute. La prima sembra più coerente, in quanto riecheggerebbe un’altra emozionante traccia dell’artista, “Kid Cudi”.

Lomepal – “On the Floor”

“On the Floor”, la conclusione di FLIP, è un momento di vita catturato da Lomepal, sufficientemente raccontato per confondere i confini tra realtà e finzione. In una narrazione vaporosa, l’artista descrive la sofferenza di sua madre, che si riverbera nella sua mente ancora giovane di bambino. Il brano è portato dalla sua agghiacciante introduzione, dove confessa: “Hai mai pensato che la morte di tua madre ti avrebbe fatto bene? L’ho fatto! Questo lavoro autobiografico, che permette a Lomepal di chiudere il suo primo album con un sulfureo spaccato di vita, ha certamente permesso all’artista di mettere ancora più parole sulle sue ferite durante Jeannine.

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Anche da scoprire: Lomepal racconta il giorno in cui fece ascoltare a sua madre “Sur le sol”

Orelsan – “Finir mal”

“Finir mal” è un capolavoro di narrazione iniziato da Orelsan. Il brano compone un dittico con “Double vie”, che lo precede nella tracklist. In questo, l’autore di Le chant des sirènes descrive i suoi inganni da ubriaco alle spalle della sua ragazza. Una fidanzata che, tuttavia, soddisfa tutti i criteri che potrebbero corrispondere alla donna della sua vita. Ma divorato dai suoi impulsi, l’artista non può evitare di guardare altrove. E come lei scopre il suo doppio gioco, Orelsan segue con “Finir mal”, il cui coro campiona il risultato della traccia precedente. Il ritornello campiona l’esito del brano precedente, rivelando un uomo sul fondo dell’abisso, descrivendo con precisione quasi agonizzante l’angoscia dell’indifferenza e la sua stessa stupidità. Inoltre, la traccia passa a “So Alone”, una conclusione simbolica.

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Dinos – “Helsinki”

“Helsinki” è infinitamente bella. Pubblicato in Imany, il primo album di Dinos, questo brano, utilizzando un ingegnoso processo letterario, permette di descrivere con profondità la solitudine legata alla rottura. In questa traccia, il rapper inverte i ruoli e prende il posto della sua ex ragazza, che gli lascia un messaggio sulla sua segreteria telefonica. In essa descrive con una semplicità commovente il dolore che deriva da questa separazione. Dinos, attraverso la sua metà, si mette in discussione, confessa i propri errori e riconosce tristemente le sue promesse non mantenute. La traccia è sublimata da una performance divina dell’artista, la sua voce annodata e sussurrata che si schianta su una produzione delicatamente malinconica.

Guizmo – “Wait For Me”

Guizmo è un maestro delle emozioni. Nella categoria deprimente, l’artista ha pubblicato una sfilza di brani già classici, tra i quali “Wait For Me” assume una singolarità estetica. Il titolo oscura una linea sottile con la morte: l’artista piange coloro che se ne sono andati troppo presto, chiedendo loro di avere pazienza prima di raggiungerli. Il brano è profondamente triste, quasi paradossale con la sua interpretazione leggermente più luminosa, dove Guizmo sembra accettare teneramente il suo destino.

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