I sei media pubblici creano un social media culturale


Video culturali che fanno luce sull’attualità

Andando alla nuova pagina “cultureprime” su Facebook, c’è un video sorprendente (ideato dall’INA) sulle “origini del moonwalk” che presenta il mimo Marceau come ispiratore di Michael Jackson, un altro (preparato da France Culture) sulla restituzione della statua dell’Uomo Squalo, pezzo forte del Museo Quai-Branly in Benin.

Il patrimonio africano, tempo di restituzione

Già ampiamente condiviso nella rete internazionale di France 24, un altro video mette in evidenza, alla vigilia della giornata (e della manifestazione di Parigi) contro la violenza sulle donne, l’iniziativa della ballerina e coreografa franco-congolese Bolewa Sabourin, che permette alle donne congolesi vittime di stupri usati come “armi di guerra” di riappropriarsi dei loro corpi attraverso la danza.

Cooperazione derivante dalla riforma del servizio pubblico radiotelevisivo

Questa nuova offerta culturale, concepita dai team dei sei media pubblici sotto la guida di Michel Field per France Télévisions e Sandrine Treiner (direttore di France Culture) per Radio France, è una nuova iniziativa concreta (insieme al sito “True or Fake”), derivante dalla cooperazione richiesta ai media del servizio pubblico nel quadro della riforma del servizio pubblico radiotelevisivo.

I media pubblici lanciano una piattaforma comune contro la disinformazione

“Da un male abbiamo fatto un bene”, dice in sostanza Régine Hatchondo, il nuovo direttore generale di Arte France. “I risparmi di bilancio hanno portato le nostre aziende a parlarsi e a condividere di più, e a credere nell’intelligenza collettiva”, ha detto in una tavola rotonda (di perfetta parità!) composta dai sei capi dei media pubblici e dai due promotori della nuova offerta.

Extendere il campo della cultura

“Il digitale è un cambiamento di paradigma e una sfida per il servizio pubblico radiotelevisivo, che deve andare a riconquistare il pubblico” che si è allontanato dai media tradizionali, secondo Michel Field. “Il digitale stimola anche la creatività e il rinnovamento”, ha aggiunto.

“Con la cultura siamo al cuore delle nostre missioni di servizio pubblico”, ha concluso Sandrine Treiner, “ma anche al cuore delle nostre convinzioni: se c’è una cosa che salva la specie umana, è ciò che l’uomo è capace di creare, di pensare. “

I video etichettati come “Cultura” sono anche distribuiti sulle piattaforme dei vari media pubblici ed elencati in una “newsletter editoriale settimanale”

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