Immobiliare: perché il prestito a tasso zero potrebbe scomparire

Un rapporto commissionato dal governo all’Ispettorato Generale delle Finanze e al Ministero della Transizione Ecologica sostiene la fine del prestito a tasso zero nel 2021.

Il prestito a tasso zero (PTZ), uno dei principali aiuti pubblici all’acquisto di una casa, non è sufficientemente efficace come tale e dovrebbe quindi essere eliminato alla fine. Questo è ciò che un rapporto commissionato dal governo all’Ispettorato Generale delle Finanze (IGF) e al Consiglio Generale per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile (CGEDD)

“La missione raccomanda di non estendere il PTZ oltre il termine previsto”, cioè il 2021, raccomandano questi due organismi dipendenti dal governo.

Definito dai professionisti

Il PTZ, che compensa le banche degli interessi che alcune famiglie dovrebbero pagare su un prestito immobiliare, è uno dei principali aiuti per l’acquisto di una casa. È fortemente difeso dal settore immobiliare, in particolare dai costruttori di case.

È già stato ridotto nella portata. Per le nuove abitazioni, scomparirà l’anno prossimo nelle zone cosiddette “rilassate”, cioè dove l’offerta di alloggi è considerata sufficiente rispetto alla domanda.

Un aiuto che manca di efficienza

Il rapporto, che è stato commissionato dal governo in giugno, mette in dubbio l'”efficienza” di questo aiuto, giudicando in particolare che raramente costituisce un elemento chiave nell’atto di acquisto: senza di esso, i nuovi proprietari avrebbero comunque acquistato un alloggio. I professionisti del settore e alcuni economisti giudicano al contrario che la riduzione dell’aiuto ha contribuito al netto calo della costruzione di alloggi, in particolare di case, negli ultimi due anni.

“L’effetto del PTZ rispetto al suo obiettivo di proprietà della prima casa di famiglie modeste, nei casi in cui si presume sia decisivo, è ambiguo”, risponde il rapporto. “Degli 1,9 miliardi di euro che i PTZ concessi nel 2017 sono costati alle finanze pubbliche, 1,6 miliardi di euro sono privi di un effetto decisivo”, aggiunge, senza escludere un “nuovo dispositivo” che passerebbe, per esempio, attraverso il pagamento diretto di aiuti finanziari.

Una portata ridotta dalla caduta dei tassi

Il rapporto sottolinea che l’aiuto perde la sua portata visto il livello molto basso dei tassi di credito immobiliare, che sono scesi negli ultimi mesi a un livello senza precedenti. È in contrasto con gli sforzi di lobby del settore, come la Federazione Francese dell’Edilizia (FFB), per reintegrare il PTZ nella zona rilassata l’anno prossimo, nell’ambito dei dibattiti parlamentari sul bilancio.

Gli argomenti del settore sono comunque rilanciati all’interno della stessa maggioranza da alcuni deputati, uno dei quali, Stéphanie Do, dovrebbe presentare una relazione a favore del PTZ.

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