Le 10 aziende del CAC 40 che fanno più lobbying

Le multinazionali cercano spesso di catturare l’attenzione dei leader del nostro mondo per evidenziare i loro interessi e spingerli a sostenere, se non proporre, misure favorevoli alle loro attività. L’Observatoire des multinationales, un sito web curato dall’associazione Alter-médias, ha pubblicato un rapporto sul “vero bilancio annuale del CAC 40” che dà una cifra delle spese di lobbying sostenute l’anno scorso dalle più grandi imprese francesi. In totale, i 40 gruppi che compongono l’indice CAC 40 hanno pagato 65,88 milioni di euro nel 2018 per rappresentare i loro interessi a Parigi, Bruxelles e Washington.

A livello nazionale, Total ha la più alta spesa in lobbying. “Questa posizione riflette il ruolo importante dello Stato francese nel regolare e sostenere il settore energetico, e la diversità delle attività in cui il gruppo petrolifero è impegnato in Francia”, sottolinea il rapporto pubblicato il 26 settembre. L’attività di lobbying del settore bancario, fortemente dipendente dalle normative nazionali ed esposto alle conseguenze della Brexit, è importante anche a Parigi. Ma molto si gioca a livello europeo.

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Le aziende energetiche, come Engie e Total, o quelle che sono particolarmente emettitrici di gas serra, come Airbus e ArcelorMittal, sono particolarmente attive a Bruxelles per cercare di influenzare le politiche attuate dall’Unione Europea (UE) volte a combattere il riscaldamento globale. L’Osservatorio delle multinazionali denuncia un “doppio discorso” di alcune multinazionali. Per esempio, EDF ed Engie, che sostengono di essere all’avanguardia dell’energia pulita, si oppongono dietro le quinte a regolamenti vincolanti e obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni inquinanti.

“Solo che lo fanno attraverso strutture di lobbying e associazioni professionali sconosciute al grande pubblico, il che permette loro di preservare la loro immagine”, spiega il rapporto. Il sito Euractiv aveva così rivelato nel settembre 2018 una nota interna a BusinessEurope, in cui l’associazione europea dei datori di lavoro invitava a opporsi a qualsiasi aumento delle ambizioni climatiche dell’UE, pur mostrando una facciata di sostegno.

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Le multinazionali francesi con una forte presenza sul mercato nordamericano svolgono anche una significativa attività di lobbying a Washington, capitale degli Stati Uniti. Questo è in particolare il caso del gruppo farmaceutico Sanofi, che vuole evitare un quadro per i prezzi dei farmaci nel paese. O Airbus, che è in concorrenza diretta con il produttore americano di aerei Boeing. Per quanto riguarda aziende come Vivendi e Pernod Ricard, sono più preoccupate della proprietà intellettuale e della protezione del marchio.

Ecco, secondo l’Osservatorio delle multinazionali, le 10 aziende del CAC 40 che hanno fatto più spese di lobbying nel 2018. Per stabilire questi importi, l’osservatorio ha raccolto dati dai siti web OpenSecrets.org per gli Stati Uniti, LobbyFacts.eu per l’Unione europea, così come le cifre pubblicate dall’Alta Autorità per la trasparenza della vita pubblica in Francia.

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BNP Paribas – €2,61M

REUTERS/Gonzalo Fuentes

Air Liquide – €2,80 M€

Sasol Secunda/ Air Liquide

Pernod Ricard – 2,91 M€

REUTERS/Regis Duvignau

ArcelorMittal – 2,99 M€

REUTERS/Dado Ruvic

Credit Agricole – 3 M€

Wikimedia Commons

Engie – 3,14 M€

Wikimedia Commons/LCV COMMUNICATION

Vivendi – 3,74 M€

REUTERS/Gonzalo Fuentes/File Photo

Airbus – 5,21 M€

REUTERS/Benoit Tessier/Pool

Totale – 5,23 M€

REUTERS/Charles Platiau

Sanofi – 9,89M

Sanofi

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