Licantropia: definizione di licantropia


LYCANTHROPY, fem. sostantivo

Invecchiato, MED. Una forma di delirio in cui il soggetto si crede trasformato in un lupo (o, p. est., in qualche animale) e ne imita il comportamento. È certo, inoltre, che le affezioni lebbrose, le satiriasi, le licantropie, sono dipese, in tutti i tempi, da profonde alterazioni della linfa; e che si manifestano prima con l’ingorgo generale di tutto il sistema ghiandolare (Cabanis, Rapp. phys. et mor, Lo vediamo (…) immerso in un sogno di continua lascivia, disperato per la sua vigliaccheria, esaltato, che vuole uccidersi, che odia le donne, che le adora, infine trasformato in una bestia al punto di cadere in un attacco di licantropia, e che abbaia (per amore) come un cane! (Proudhon, Pornocrazia, 1865, p. 244).

– Vx. L’insanità mentale in cui era vista nel Medioevo come la manifestazione di un potere malefico. Il falso leone era un importante rituale magico legato a credenze profonde come quelle della licantropia e nel quale gli stregoni dimostravano il loro potere di intimidazione sulla folla (Giochi e sport, 1967, p. 794).Cfr. lupo mannaro A e lupo mannaro1.
Pronuncia e ortografia: . Att. ds Ac. dep. 1694. Etymol. and Hist. 1564 (Marconville, Recueil mémorable d’aucuns cas merveilleux, fo82 vo: Ceux aussi qui sont passionnez d’une maladie ont ceste imagination qu’ilz pensent estre transmuez en Loups). Preso in prestito dal Gr. λ υ κ α ν θ ρ ω π ι ́ α, dello stesso senso del francese. Bbg. Delb. Matér. 1880, p. 193.

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