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Lessone 1: Introduzione
La lezione 1 presenta il posto del diritto penale e in particolare del diritto penale generale nell’insieme delle “scienze penali”. Spiega la pedagogia del corso, che consiste in un commento articolo per articolo degli elementi essenziali del Libro 1 della parte legislativa del Codice Penale, intitolato: Disposizioni generali. Studia il codice del 1810 e gli sviluppi, sia dottrinali che giurisprudenziali, che hanno portato al codice del 1992 entrato in vigore nel 1994. La lezione si conclude con la presentazione del codice commentato.

Lesson 2: Definizione, fonti e classificazione dei reati
La lezione 2 è organizzata in tre sezioni che studiano la nozione di reato (distinguendolo da altri reati che non sono penali) e la struttura della norma penale francese (gli elementi che la costituiscono). Inoltre, la lezione si concentra sulle diverse classificazioni dei reati e sui loro interessi (diritto comune/derogatorio, materiale/morale…). Infine, la lezione presenta il ruolo del giudice penale che deve applicare la norma (principio di testualità), eventualmente interpretarla (quando è oscura), a volte metterla da parte (quando è contraria alla legge).

Lezione 3: Applicazione del diritto penale nel tempo e nello spazio
Molto classicamente messe insieme, le due sezioni permettono di studiare l’applicazione del diritto penale nel tempo e nello spazio. Dal punto di vista della temporalità, la questione principale è se la nuova legge (a seconda che sia più clemente o più severa) possa essere utilizzata quando gli atti sono stati commessi prima della sua entrata in vigore e quando il procedimento legale non è stato completato. Dal punto di vista dello spazio, è importante chiedersi se il diritto penale interno è ancora applicabile quando tutti gli elementi non si trovano sul territorio della Repubblica: il reato commesso all’estero da un francese o da uno straniero.

Lezione 4: I responsabili: persone fisiche o giuridiche
Il principio classico, della responsabilità personale, ha significato a lungo che solo le persone fisiche possono essere perseguite per i reati che hanno commesso. Ma l’importanza assunta, nei secoli XIX e XX, dalle attività industriali e commerciali è all’origine di altre due forme di responsabilità. In giurisprudenza: la responsabilità dei decisori (amministratori di società), nota come responsabilità vicaria. Nella legislazione, nel nuovo Codice Penale: la responsabilità penale delle persone giuridiche per i reati commessi, per loro conto, dai loro organi o rappresentanti.

Lezione 5: I responsabili: persone che hanno commesso una colpa
La lezione 5, in due sezioni disuguali, si occupa del merito e delle prove. Quanto alla sostanza, l’abbondante e sofisticata terminologia dottrinale si riduce a poche nozioni fondamentali come il dolo generale o speciale, l’improvidenza o il cosiddetto difetto materiale. Srotolando l’articolo 121-3 del codice penale riga per riga, si evidenzia la gerarchia delle colpe. Il codice inizia con il reato più grave e finisce con il meno grave, una linearità che è stata tuttavia interrotta dalla legge del 10 luglio 2000 (paragrafo 4). Il nuovo codice penale ha introdotto il nuovo concetto di mettere deliberatamente in pericolo la persona di altri. Per quanto riguarda le prove, è chiaro che i giudici sono riluttanti a entrare in troppe sfumature psicologiche. Il grado di colpevolezza è veramente sollevato solo se la difesa solleva la questione, e nemmeno nel caso di un’infrazione stradale dove possono provare solo la forza maggiore. Tradizionalmente, l’intenzione era più spesso presunta, perché “i fatti parlano da soli”, e la temerarietà era dedotta dal verificarsi di un incidente. Le leggi del 1996 e del 2000 sono venute a modificare il testo per alleggerire il peso di queste presunzioni, almeno per le persone fisiche e soprattutto per i decisori, in primo luogo per gli eletti locali.

Lezione 6: I responsabili: persone che sono autori o complici di un reato
La lezione 6 affronta le varie qualità in cui si può essere perseguiti per aver commesso, tentato di commettere o partecipato alla commissione di un reato. Sviluppa le nozioni utilizzate dal codice penale: autore (di un reato tentato o compiuto) e complice. Altre nozioni dottrinali (autore morale o istigatore) sono menzionate. Dopo la divisione del codice in quattro articoli e dopo aver chiarito le nozioni di esecutore e co-esecutore, si discute: la repressione del tentativo, le condizioni del tentativo, la repressione del complice, le condizioni della complicità.

Lezione 7: Due cause di non imputabilità e una causa di non imputabilità
La lezione 7 è la prima di un capitolo dedicato alle cause di non imputabilità o attenuazione della responsabilità. Si occupa delle cause, definite soggettive dalla dottrina, che sono il disordine psichico o neuro-psichico, la costrizione e l’errore di diritto. Le prime due sono unanimemente qualificate come cause “non attribuibili” e il loro studio offre l’opportunità di esaminare questa nozione. L’ultima, è qualificata qui come causa di non “colpevolezza” perché è esclusiva dell'”intenzione” di commettere un reato, nozioni già discusse nella lezione 5.

Lessone 8: Fatti giustificativi
Questa lezione tratta delle cause di irresponsabilità che una dottrina costante qualifica come oggettive e designa come fatti giustificativi, terminologia che non appare nel codice. I fatti giustificativi sono esposti nell’ordine in cui appaiono nel Codice: l’ordine o l’autorizzazione della legge o del regolamento e il comando dell’autorità legittima (art. 122-4), la legittima difesa (art. 122-5 e 122-6), lo stato di necessità (art. 122-7) e la protezione dell’informatore (122-9). L’enfasi è su molti punti comuni.

Lezione 9: La questione della minorità

La lezione 9 affronta la minorità separatamente dalle altre cause di irresponsabilità penale o di attenuazione della responsabilità. Studia il regime applicabile ai delinquenti minorenni secondo un doppio criterio. Il primo è quello del discernimento, da cui dipende la responsabilità o irresponsabilità penale del minore. Quello, in secondo luogo, dell’età del minore il giorno della commissione del reato, che regola la specificità delle risposte penali che possono essere pronunciate.

Lezione 10: La natura delle sanzioni: le sanzioni “discriminanti”
Nell’insieme delle sanzioni esistenti nel diritto francese, le sanzioni “discriminanti” hanno una funzione giuridica particolare. Essi permettono di classificare i reati come crimini, misfatti o contravvenzioni. Criterio della classificazione tripartita, queste pene, che la dottrina, nel silenzio del codice penale, chiama “pene principali”, sono caratteristiche di una di queste tre categorie di reato.

Lezione 11: La natura delle pene: le altre pene
La lezione 11 comprende tre sezioni. Il primo continua lo studio della funzione giuridica della punizione. Presenta le scelte a disposizione del giudice per imporre una pena diversa da quella principale sostenuta o per aggiungerne un’altra. La seconda riguarda le sanzioni specifiche per le persone giuridiche previste dalla legge secondo la natura del reato commesso. L’ultima mostra l’incertezza e le difficoltà legate alla distinzione tra le nozioni di pena e di misura di sicurezza.

Lezione 12: Il regime delle pene
La lezione 12 affronta il tema della determinazione della pena pronunciata dal giudice. Mostra che la libera scelta, regolata dal principio costituzionale dell’individualizzazione della pena, non è senza limiti. Alcuni di questi limiti derivano dalla situazione di fatto di più reati commessi dallo stesso autore. La questione principale è allora sapere quale sia la misura della pena a seconda che la situazione corrisponda a una combinazione di reati, una recidiva o una ripetizione. Altre domande si riferiscono al tipo di pena stessa, cioè la detenzione, la detenzione o l’incarcerazione. L’ultimo riguarda il periodo di sicurezza.

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