Salute mentale

Cosa succede nel cervello degli adulti, i genitori, quando sentono piangere un bambino? Una ricerca basata sull’analisi acustica del pianto e il confronto delle attivazioni cerebrali è in corso al Centro Ospedaliero Universitario di Saint-Etienne, con il sostegno della Fondazione Apicil.
È una situazione che ogni genitore ha già affrontato: dover identificare i pianti del proprio bambino per cercare di rispondere ai suoi bisogni attuali: “Ha fame”, “Vuole dormire”, “Ha dolore” …
Nei neonati, il pianto è l’unica strategia disponibile per comunicare con gli adulti che li circondano. Grazie a questi segnali vocali innati, il bambino informa del suo stato sensoriale ed emotivo. Il pianto è ancora più essenziale quando il bambino soffre. Nonostante questo ruolo importante, l’informazione trasportata dal pianto e la sua elaborazione nel cervello adulto non è nota. “Quale capacità ci permette di capire il grido di un bambino e di rispondere in modo appropriato? Come sono codificate le informazioni contenute nel pianto? “
Negli ospedali, questo è anche il problema quotidiano di ostetriche e pediatri che cercano di distinguere un semplice inconveniente da un vero e proprio dolore.
Questo studio condotto dall’équipe del professor Roland Peyron al CHU di Saint-Etienne mira quindi a valutare negli adulti, le risposte neuronali indotte dall’ascolto di pianti registrati in due situazioni di stress: doloroso durante la vaccinazione e non doloroso durante il bagno. Identificare le strutture cerebrali coinvolte in questo fenomeno ci permette di affrontare la complessità della comunicazione tra adulti e bambini, e di migliorare la pratica clinica per adattare meglio la gestione del dolore infantile.

  • Scopri di più su Cortex Mag, Guarda il documentario di presentazione realizzato dalla Fondazione Apicil

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