Tenosinovite (Italiano)


Definizione

La tenosinovite è un’infiammazione del tendine e della guaina sinoviale circostante. Alcuni tendini sono infatti circondati da una guaina sinoviale che ne facilita lo scorrimento nelle zone meccaniche a rischio come i polsi, le dita, le caviglie e il capo lungo del bicipite nel braccio. Questa struttura protettiva può, in situazioni patologiche, infiammarsi, addensarsi e/o riempirsi di liquido, causando difficoltà nel tentativo di far scorrere il tendine durante il movimento. L’origine dell’infiammazione può essere inoltre l’infiammazione del tendine stesso.

Sintomi

Possiamo quindi distinguere due forme di tenosinovite a seconda delle modificazioni locali: la forma essudativa dove predomina il versamento e la forma stenosante dove l’infiammazione con edema è importante, restringendo il diametro della guaina e aumentando quello del tendine. Nella forma essudativa, il tendine si presenta come una tumefazione fusiforme con arrossamento della pelle che si estende su una certa lunghezza del tendine con limitazione dei movimenti, palpazione e tensione molto dolorosa del tendine. La presenza di fibrina legata all’infiammazione può causare crepitii durante la mobilizzazione passiva: è il crepitio della tenosinovite. La forma stenosante con relativo restringimento delle condizioni di scorrimento porta all’attrito che accentua l’ispessimento e favorisce l’abrasione del tendine.

Diagnosi

E’ essenzialmente clinica con dolore provocato dallo stiramento passivo del tendine, dalla contrazione volontaria contro resistenza del tendine e dalla palpazione del tendine. È confermato dall’ecografia, che gioca un ruolo importante in questa forma di tendinite, soprattutto perché permette l’eventuale puntura del liquido e l’infiltrazione precisa della guaina quando è necessario. Può essere completato da una richiesta di esami biologici a discrezione del medico e secondo il caso (PFN, VS CRP, fattori reumatoidi, acantiCCP2, ACAN, acido urico, calcemia…). Non bisogna dimenticare di cercare un punto d’entrata infettivo anche ignorato dal paziente (puntura recente, ferita cutanea vicina, taglio con un bicchiere domestico…), la gestione diventa ovviamente diversa.

Trattamenti

Comprende in priorità il riposo del tendine e nelle forme molto infiammatorie l’uso del freddo. Gli analgesici orali sono la regola più o meno associata ai farmaci antinfiammatori quando possibile. Queste forme di tendinite saranno, a causa dell’intensità del dolore e della sintomatologia locale, trattate direttamente con un’infiltrazione di cortisone in prima istanza.
Si consiglia di fare una valutazione meccanica per eliminare tutte le cause che favoriscono la tendinite (scarpe sbagliate, attrezzatura usata…), una valutazione nutrizionale (mancanza di idratazione, alimentazione irregolare…) Non appena i sintomi clinici migliorano progressivamente e senza aspettare che diventino cronici, cosa sempre possibile nelle forme che sembrano trascinarsi, è importante introdurre un’integrazione di elementi che possano nutrire il tendine e favorire la guarigione completa. Questo approccio diventerà sistematico in caso di tendinite ricorrente.

Le localizzazioni più frequenti

Abbiamo soprattutto:

  • la tenosinovite radiale di “de Quervain” già trattata in un altro capitolo.
  • tenosinovite dei flessori delle dita delle mani o dei piedi (da differenziare dalle “molle delle dita” che possono anche essere classificate in queste tenosinoviti, a proposito.
  • tenosinovite del bicipite brachiale lungo nel suo passaggio attraverso il solco bicipitale omerale.
  • tenosinovite del tendine del ginocchio anteriore
  • tenosinovite dei peronei laterali.

Il dito o il pollice con protrusione

Ogni dito ha 3 falangi che hanno ciascuna un piccolo tunnel attraverso il quale passa il tendine flessore che permette la flessione. Se il tendine si ispessisce o se si forma un nodulo, il passaggio attraverso il tunnel diventerà difficile. La flessione diventa più casuale e dolorosa e il nodulo aumenta di dimensioni. Da un certo punto in poi, ci sarà un fenomeno di salto quando il tendine entra o esce dal tunnel. Si tratta quindi effettivamente di una tenosinovite.

La diagnosi è molto semplice, con l’interrogatorio. Cerchiamo il nodulo di solito di fronte alla testa della prima falange. Naturalmente un’ecografia può aiutare a visualizzare il tendine. Il trattamento consiste nell’infiltrazione di cortisone o nella chirurgia liberatoria dopo il fallimento.

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