Trasformare la luce in materia sarà presto possibile, assicurano gli scienziati britannici

SCIENZA – Dopo aver passato più di 80 anni a studiare l’argomento, gli scienziati stanno per passare dalla teoria alla pratica. I ricercatori dell’Imperial College di Londra dicono di aver finalmente trovato un modo per trasformare la luce… in materia.

“Abbiamo dimostrato come sia possibile creare materia dalla luce. Ma ciò che è ancora più sorprendente è il fatto che sarebbe possibile fare questo con le tecnologie che abbiamo già in Gran Bretagna”, ha assicurato uno del team, Steven Rose.

Una scoperta che potrebbe quindi prendere forma molto rapidamente, entro un anno, dicono gli scienziati, che avvertono però che non si tratta di ottenere oggetti visibili a occhio nudo ma particelle subatomiche.

80 anni di ricerca

La teoria dietro questo futuro esperimento non è nuova. Nel 1934, i due fisici americani Gregory Breit e John Wheeler erano stati tra i primi a stabilire che era possibile trasformare la luce.

Hanno capito che due fotoni – particelle di luce – possono produrre, quando si scontrano, un elettrone e un antielettrone (chiamato anche positrone, l’opposto dell’elettrone). Cioè, la base stessa della materia, essendo l’elettrone una particella elementare che compone gli atomi, cioè tutto ciò che ci circonda.

I due scienziati, tuttavia, sentivano all’epoca che una tale collisione tra due fotoni era un evento così raro e così complesso da riprodurre che non c’era “nessuna speranza di provare a osservare la formazione di questa coppia (elettrone e antielettrone, ndr) in esperimenti di laboratorio”.

Tre passi

Il ricercatore che ha condotto la ricerca pubblicata il 18 maggio 2014 sulla rivista scientifica Nature Photonics, spiega che la teoria sollevata da questo duo di fisici era un’espressione della famosissima formula di Einstein e mostrava bene l’intercambiabilità di energia e materia: “questo è il modo più elementare di creare materia dalla luce ed è una delle dimostrazioni più pure di E=mc²”.

Per affrontare questa sfida, gli scienziati spiegano che dovranno passare attraverso tre fasi principali. Da un lato, dovranno colpire una piastra d’oro con elettroni per formare un fascio molto potente di fotoni. Dall’altro, sarà necessario inviare un laser ultra-potente attraverso un hohlraum d’oro – un piccolo tubo chiuso con una stretta fessura su un lato – per produrre una luce brillante come quella emessa da una stella.

Allora resterà da dirigere il primo fascio di fotoni in questo hohlraum in modo che i due fasci si scontrino. Uno shock che potrebbe creare circa 100.000 coppie di elettroni e anti-elettroni, stimano gli scienziati, e che sarebbe possibile testare nei prossimi 12 mesi negli Stati Uniti con il laser Omega o in Gran Bretagna con il laser Orion.

Find HuffPost articoli sulla nostra pagina Facebook.

Per seguire le ultime notizie in diretta, clicca qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *